Geraldina Piazza

Ricordi

I miei ricordi sono ricordi semplici, poco aulici e poco colti, ma veri e sinceri.

I nostri tè pomeridiani, in cucina, chiacchierando, ogni giorno, per dimostrare che ancora ce la faceva. Early Grey senza zucchero e con due biscotti.

Le partite a burraco con Carlo, e con la sua amica Liria, che ogni tanto sopportava con pazienza.

Il “Circolo del libro” con le sue amiche novantenni e i sospiri quando qualcuna sceglieva un libro pesante.

I suoi occhi al cielo quando capiva che dietro la doppia scampanellata c’era Cristina che veniva a trovarla solo per lamentarsi, e la condiscendenza con la quale la fece entrare, l’ultima volta, per darle l’ultimo saluto.

Gli occhi golosi con i quali si sedeva a tavola, quando scendeva a pranzo da noi cercando di scoprire cosa le avevo preparato. “No, non me lo dire, mi piace la sorpresa!”

L’unica sigaretta fumata dopo pranzo, con voluttà. Unico vizio che le conoscevo.

Il Roger Gallet.

La sua passione per la musica e il lettore sempre acceso con Armstrong, Josephine Backer o Beethoven, non necessariamente in quest’ordine.

Gli orecchini, sempre sobri, eleganti e appropriati.

Lo sguardo tenero con cui guardava Carlo. “Testuzza tonda”, frase con cui lo apostrofava dopo che si era tagliato i capelli, accarezzandogliela.

I suoi racconti di cose di famiglia campagnole, con le descrizioni di com’era Susinna e gli occhi che le brillavano.

La sua pasta al forno, con la besciamelle, che Carlo sbranava. Così come il ciambellone.

I suoi piedi piccoli.

E, gli ultimi giorni, lo sguardo rassegnato e scocciato di chi sa benissimo cosa sta succedendo e non vuole che accada.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Meteo Palermo


Meteo Palermo