Geraldina Piazza

Mi ricordo – 1

Ricordi

Mi ricordo il forno di mamma che si doveva chiudere con un bastone.

Mi ricordo la cartella del liceo fatta con un tascapane militare comprato a Lattarini.

Mi ricordo l’emozione nel riascoltare la musica classica al Teatro Massimo.

Mi ricordo lo sgomento nel vedere la mia faccia scolpita nel marmo di un cippo votivo nella tomba di famiglia.

Mi ricordo la ballata della tromba di Nini Rosso.

Mi ricordo la lunghissima treccia bianca di nonna Carmela, raccolta in una crocchia.

Mi ricordo la merenda del pomeriggio con pane, burro e zucchero.

Mi ricordo le dieci lire col filo nel buco per prendere l’ascensore di casa.

Mi ricordo il mio primo cappottino blu con due file di bottoni d’oro.

Mi ricordo la Fiera del Mediterraneo con la mano nella mano di papà.

Mi ricordo il primo saggio di danza vestita da olandesina.

Mi ricordo il primo bacio con la lingua. Una vera schifezza.

Mi ricordo la mia maestra delle elementari. Mi sembrava grandissima e aveva vent’anni.

Mi ricordo che mamma mi portava per pranzo la pasta fritta a scuola.

Mi ricordo il grande terrazzo di via Paternò.

Mi ricordo il gettone del telefono tutto scanalato.

Mi ricordo Giocagiò e Giovanna, la nonna del Corsaro Nero.

Mi ricordo Studer e la Befana dell’Irfis.

Mi ricordo l’odore dei capelli di papà.

Mi ricordo la Dauphine azzurra dello zio Gaetano.

Mi ricordo le immagini in diretta dell’attentato alle Torri gemelle.

Mi ricordo il viso della moglie del salumiere dove andava sempre mamma.

Mi ricordo i giochi di fuoco della festa di Porticello.

Mi ricordo papà sempre con la macchina fotografica al collo.

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