Geraldina Piazza

San Geraldo

San Geraldo

Oggi è il 6 aprile, per alcuni calendari, pochi veramente, San Geraldo. Ora, a casa nostra gli onomastici non si sono mai festeggiati, ma, avendolo trovato tanti anni fa in uno di quei calendari che ti regalano nei negozi per appenderli in cucina e scriverci sopra, con molta gioia me ne sono appropriata. Della data (anche se alcuni calendari lo danno il 5) e dei festeggiamenti. Che a casa nostra non mancano mai.

Ecco, e ora la premessa.

I miei genitori erano molto spiritosi, qualcuno malpensante potrebbe dire babbioni, ma, in realtà, erano ironici, dissacranti e con molto senso dell’umorismo. Abitavano a Roma quando nacque il primogenito: Benedetto Marcello Piazza. Ma se lo leggete al contrario era l’indirizzo di un amico che abitava vicino casa loro (Benedetto Marcello è un compositore del settecento, CAPRE!). Poi, cominciarono a progettare un rientro a Palermo e nacque il secondogenito: Piazza Massimo, no words. Poi nacqui io. Il primo nome a cui pensarono fu Piazza Marina, ma, a quel tempo andava di moda e fu scartato perché doveva essere originale e nella mia cerchia di amiche coetanee ce n’erano almeno tre! Allora virarono su Olivella. 

Fu in quel momento che intervenne la nonna, Donna Carmela Giaconia Cirino, bloccandoli, e dicendo con molta austerità: “Non si gioca coi nomi dei bambini. Guardate il povero Massimo che sta passando”. Massimo era alle elementari dove ci si chiama per cognome e nome ed era massacrato! Così scampai il pericolo dell’omaggio alla piazza dove sorgeva la casa natìa della nostra adorata Rosalia, santa protettrice di Palermo e rimasi NN ancora per qualche ora.

Quindi si sforzarono ulteriormente: papà aveva lavorato con il suo fraterno amico Francesco Alliata di Villafranca nella casa di produzione cinematografica Panaria Film. C’erano tanti amici, Pietro Moncada, Folco Maraini e Quintino di Napoli, e produssero, fra gli altri, un film con Anna Magnani che si intitolava Vulcano. Era un “film ripicca”, che volle fortissimamente la Magnani in risposta a quello intitolato Stromboli, che il suo ex-compagno, Roberto Rossellini, stava girando nell’isola accanto, con la sua nuova fiamma Ingrid Bergman. Ce n’era d’avanzo per farla uscire fuori dalla grazia di Dio, visto poi che quella parte era destinata a lei. 

Nel cast c’era una giovane e bella attrice americana, Geraldine Brooks, e il suo nome sembrò adatto, ai miei genitori, per marchiarmi a vita senza però consumarmi definitivamente…

Per un problema di leggi fasciste sui nomi stranieri fu mutato, all’anagrafe, in Geraldina, ma continuarono a chiamarmi Geraldine, come l’attrice.

Quando ragazzina, telefonavo alle mie compagne di scuola per i compiti, cominciavano i drammi se a rispondere era la donna di servizio. Avevo imparato a dire che mi chiamavo Maria, tanto, per quella strana usanza della moda dei nomi da film e telefilm (Giorgia, Deborah, Grecia, Sue Ellen e Pamela) Maria in quel periodo non l’aveva nessuno e chi, per disgrazia, si chiamava così, lo tramutava in Mary. Quindi Maria ero, inequivocabilmente, io.

Il mio nome è stato storpiato in tutto ciò che finisce in -INA: Gelsomina, Serafina, Guendalina, Gerardina e Gerlandina, per trasbordare poi in Agendina, Giardina e Gerusalemma.

Mia madre, in età adulta, un giorno mi disse: “Forse anche Generale Turba sarebbe andato bene visto il tuo carattere”…

E comunque quando trovai, finalmente il mio onomastico, chiamai mamma al telefono per comunicarglielo. Rimase in silenzio e io, scocciata, le dissi: “Ma come? Non mi fai manco gli auguri?” e lei rispose: “E che ne so io, co’ sti nomi curiusi che avete!”

3 pensieri su “San Geraldo

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