Geraldina Piazza

So’ ragazzi…

Interno giorno – cucina – una coppia adulta e un ragazzo sono seduti intorno a un tavolo – c’è del cibo sui piatti.

La televisione accesa è sintonizzata sul tg regionale e passa la notizia di una rissa con accoltellamento davanti un bar a Mondello la sera prima.

Figlio

Io l’ho vista in diretta, ero nel palazzo del bar. Appena abbiamo sentito casino ci siamo affacciati e l’abbiamo filmata, nel frattempo sono arrivate volanti della Polizia e ambulanze. Sappiamo che una ventina di ragazzi dello Zen avevano accerchiato un motorino su cui alcuni di loro si erano seduti e quando i due ragazzini proprietari del motore gli hanno detto di alzarsi hanno innescato la rissa. Credo che i coltelli li avessero anche i due più piccoli e che li hanno tirati fuori per intimorire i bulli, ma che gli altri li hanno sopraffatti subito.

Mamma

In questi casi è inutile fare i cretini, in due contro venti teppisti malacarne. Uno si allontana e chiama la Polizia…

Papà

rivolto al figlio

Non ti azzardare, così poi ti seguono e accoltellano anche te.

Figlio

Infatti, mamma, cosa credi che se chiamo la Polizia dopo non mi vengono a pescare e non mi massacrano? E la Polizia arriva dopo mezz’ora e certamente non li mette in galera per essersi seduti su un motorino. Al massimo gli chiedono i documenti.

Mamma

Se tu non fai capire che stai chiamando la Polizia non ti vedono nemmeno. E poi cosa vuoi fare? Gli dai le chiavi del motorino?

Papà

rivolto alla mamma

Certo, lo seguono e lo massacrano. Deve andarci con garbo e chieder loro di alzarsi dal sellino per farli andare via.

Mamma

che comincia ad alterarsi, rivolta al figlio

Senti, facciamo una cosa, ora ti faccio un fondo cassa, così, se dovesse accadere, puoi anche offrirgli il gelato per non offenderli.

Figlio

col punto interrogativo disegnato sugli occhi

Ma che vuoi dire?

Papà

rivolto al figlio

Niente, non ci badare è ironica. Tu comunque stai alla larga.

Figlio

Del resto a me non può capitare (l’invincibilità dei diciannovenni. N.d.a.), perché io non vado in questi posti mal frequentati.

Mamma

rivolta al figlio

palesemente alterata

Ma erano davanti Latte Pa, un posto dove puoi andare a prendere il gelato. E poi tu non eri da un’amica in quel palazzo? E se lasciavi il Liberty giù e succedeva quando te ne volevi andare?

Figlio

con aria di sufficienza

Tanto io non lo avrei mai lasciato davanti a un locale dove di sera c’è casino.

Papà

rivolto al figlio

Hai fatto bene. Se dovesse capitare allontanati.

Mamma

fuori dalla grazia di Dio

Se una cosa è sbagliata e non puoi risolverla DEVI rivolgerti alla Polizia. Quante volte mi sono esposta io? In prima persona, senza minimamente temere ritorsioni e pronta ad affrontare anche lo scontro fisico.

Figlio

rivolto alla mamma

Ma che c’entra? Non è che picchiano una signora!

Mamma

rivolta al figlio e pronta ad alzare le mani

Io il mio primo scippatore l’ho buttato giù dal vespino che avevo quindici anni. Che dici? Ti ricordi quando abbiamo fatto prendere i ladri nel parcheggio motori davanti Grande Migliore? E io avevo te di cinque anni in braccio…

Papà 

rivolto al figlio

Tu, comunque, non lo fare.

Figlio

rivolto al padre

Non ci penso proprio.

La mamma si alza. Sbuffando. Pensando allo zio Cesare, adorato, morto ammazzato da Leoluca Bagarella su ordine di Luciano Liggio, che non si sarebbe mai piegato, e che ha cercato di infonderci i princìpi per cui la prepotenza, l’arroganza, la tracotanza non sono che aspetti della Mafia, che non devono MAI essere assecondati né subìti. E che accettare passivamente non fa che dare potere a questi teppisti da quattro soldi che si esercitano su due imbecilli che, mi domando e dico, com’è che avevano un coltello in tasca se figli della buona borghesia cittadina?

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